LA SOFFITTA DELLE PAROLE SPEZZATE
Immagino un luogo dove tutto ha perso senso
passeggiare per quelle strade
annusare i fumi provenienti dal cibo
ascoltare le voci sfumate delle genti.
Ci vado.
L'arrivo non è dei migliori,
gli occhi di mamma e papà sembrano spenti,
ignoti, inquisitori, delusi.
Che faccio qui?
Sono anche io un errore per il quale qualcuno pagherà?
Immagino un luogo dove tutto ha perso senso
dove scoprire che quello che mi incuriosiva,
ora nemmeno lo vedo;
perde importanza come ogni cosa.
Sono venuto ma non c'è niente per me.
Vado via allora
senza biglietto e senza invito,
una sera,
senza avvisare
salto su quel treno e parto.
Se vado, pure che non torno,
nessuno si chiederà
che fine ho fatto,
dove sono finito,
se sto bene oppure no.
Vorrei cercare altro
perché è giusto spegnere questo respiro
che ora mi dona un immenso fastidio.
Dai, vado!
Immagino un luogo dove tutto ha perso senso
appeso a questa corda
con il collo stirato e il corpo penzolante
c'è qualcosa di vivo che ancora vaga.
La mia anima cerca perdono
in silenzio si aggira sul lettone
tra mamma e papà,
cerca gli abbracci che non chiesi
cerca le carezze che rifiutai
cerca la compagnia di qualcuno.
Non ebbi aiuto
non chiesi aiuto
mi rinchiusi nella solitudine
e mi svuotai.
