Lettera a me che procrastino sempre
Caro io, cioè, tu,
non so se leggerai mai questa lettera, probabilmente no.
Forse la aprirai domani. O lunedì. O martedì. Chissà.
Eppure, ti conosco: farai finta di sistemare la
scrivania, farai un thè, scrollerai dei reel su Instagram e poi penserai che, per aprire questa lettera, serva “il momento giusto”.
Spoiler: non arriverà mai.
Hai un talento raro nel trasformare ogni cosa in un rituale
di rinvio.
Ti serve la candela giusta, la playlist perfetta, la
temperatura ideale.
E quando tutto è perfetto? Potrebbe essere troppo tardi.
Ma, sai una cosa? Ti voglio bene lo stesso.
Anzi, che dico, io ti amo!
Perché dietro le tue scuse c’è la paura, quella di non
essere all’altezza.
E allora ti perdono, invitandoti ad un piccolo
compromesso, che sarà un segreto tra me e te: smetti di rimandare tutto e, se
proprio devi rimandare qualcosa, rimanda anche il senso di colpa e lanciati!
Inizia male, ma inizia, "ti dico!".
La perfezione non è mai stata puntuale e nemmeno tu, del resto.
Ti ricordi quando dovevamo vederci l’altra mattina? Hai dormito fino alle 12!
Spero tu ti ricordi di me e, se proprio non riesci, metti un promemoria sul telefono!
Con affetto,
Io, cioè tu!