Lettera ALLA SVEGLIA
Cara sveglia,
sei un’entità crudele, posso confessartelo?
Non siamo mai stati amici, forse nemmeno compagni, eppure
ti ho programmata con amore e con fiducia ma, ogni mattina, mi tradisci e fai
partire quella suoneria infernale.
Tu dirai "ma tu mi hai programmato, che vuoi?". Ma scusami, non puoi fare finta di dimenticarlo?
Io ti ho trattato sempre bene nonostante quel suono e,
con una carezza, ho premuto sul tasto “posponi”.
Perché fai finta di non capire
e, dopo cinque minuti, fai ripartire l’inferno?
Ti prometto che un giorno troverò la forza di alzarmi appena
mi chiami ma, ogni giorno non è mai quello giusto.
Questo puoi capirlo? Ho bisogno
di dormire, ogni cinque minuti, cinque minuti in più.
Io premo “posponi” come un atto di autoconservazione
perché io ti rispetto, tant’è che ogni sera ti imposto.
Sappi che, se in qualche modo ti ho offeso, ti chiedo
scusa solennemente.
Perché poi, lo dico sottovoce, non saprei stare senza di te. Magari il sabato e la domenica potremmo fare una pausa.
Con sonnolenta ostilità,
Io.