Lettera aL SILENZIO
Caro silenzio,
ti ho temuto per giorni, mesi, anni.
Ti ho riempito di parole, di rumori, di persone, come se
fossi un vuoto da colmare.
Non sapevo che dentro di te c’era un qualcosa di più
profondo, come una lingua a me ancora sconosciuta, quella parola che non si dice ma si
sente.
Sei stato lo specchio più crudele e più onesto
nel quale mi vedevo, ero proprio io anche se non mi accettavo.
Mi hai costretto ad ascoltarmi, a smettere di recitare
ruoli, a capire cosa mi facesse davvero paura.
E mi hai insegnato che le parole valgono solo quando
nascono da uno spazio quieto, dopo aver fatto un forte respiro.
Oggi non fuggo più da te.
Siedimi accanto, ti prego.
So che sei scomodo ma io non
posso fare a meno di te.
In te, ho imparato a sentirmi vivo e a dare un senso a tutto.
Con gratitudine,
Io.